| EDITORIALI |
|
|
|
| Scritto da Administrator |
| Martedì 23 Giugno 2009 15:22 |
|
Essere intelligenti. E’ difficile parlare di intelligenza in quanto merce rara ed infatti la parola è abusata. Come ogni anno ci troveremo a parlare di “partenze intelligenti”, che poi sono quelle dove “tutti” si svegliano alle 5 del mattino, “tutti” viaggiano ad ora di pranzo e “tutti” ritornano dopo la cena, con le inevitabili code chilometriche... Chissà perché però quelle code nessuno le chiama intelligenti! Si parla sempre più spesso di “intelligenza artificiale”, di macchine che diventano sempre più intelligenti...o meglio, di macchine che vorrebbero sempre più assomigliare a noi umani. E allora capisci che non possono essere intelligenti, che la lavabiancheria intelligente ti sbaglia il bucato, proprio come lo sbaglierei io. Che il VPR (l’oggetto che ha sostituito il videoregistratore ma che utilizza un hard disk al posto della cassetta) si è perso l’inizio della tua serie preferita perché nel cambio dell’ora da legale a solare non ha aggiornato la sua programmazione. Comportandosi quindi esattamente come tua madre che dopo dieci anni non ha ancora capito come funziona il suo DVD. Che il tuo navigatore talmente intelligente da meritarsi l’appellativo IQ (quoziente d’intelligenza in inglese) è talmente intelligente da farti vedere la strada in 3D, da segnalarti le corsie che devi prendere come se fossimo a Los Angeles ma poi ti fa sbagliare strada, proprio come farebbe tua moglie, perché non capisce che il GRA (Grande Raccordo Anulare) non si interrompe ogni 10 km, costringendoti ad uscire per poi rientrare. Che la tua macchina fotografica è talmente intelligente da mettere a fuoco fino a cinque diversi volti, sa riconoscere se chiudi gli occhi oppure no e scatta anche da sola quando sorridi, tranne poi accorgersi che a sorridere non eri tu ma un cartellone pubblicitario e tu stavi facendo tutt’altra cosa, proprio come avrebbe fatto tuo figlio di 5 anni... Volendo potrei continuare ma credo che il concetto sia chiaro: le macchine intelligenti cercano di imitare noi umani e quindi sono stupide, direi per definizione! Anzi, dovrei dire che sono esattamente come tante persone che vedi in giro tutti i giorni: intelligentemente ripetitive e stupidamente creative! Andrea Bassanelli
Lo stupido Sono uno stupido, ma perché in fondo da ragazzetto (e anche adesso) amavo gli stupidi come Jason Voorhees di Venerdì 13. Be’, se dovessi dire ciò per cui vadofolle, a meno di non incontrare un altro “stupido” come me”, sono certo che sarei giudicato privo di grande spessore intellettuale. Colleziono con sacralità filmacci osceni e senza alcun senso per i più, ma per me fantasticamente surreali e capaci di smascherare morale e coscienza senza peli sulla lingua . Vi state chiedendo quali film sono? “Bikini Bloodbath”, “Zombie cop”, “Colony” e altre amenità varie. Lo scrivevo prima di cominciare la lista: sono stupido. E continuo ad esserlo perché quando mi arrivano i pacchi dall’America, nonostante oggi viva di questo mestiere, mi entusiasmo ancora se dentro ci trovo idiozie come “My Dead Girlfriend” o “Whispers”. Perché in fondo, preferisco divertirmi ancora davanti ad un filmaccio mentre lascio scoppiare il mio stomaco, ingurgitando pessimi popcorn scadutida qualche decennio e bevendo senza freni da un buon boccale di birra congelata.E sono stupido perchè so che certe idiozie le vivono solo le persone che come me si gustano l’horror non perchè sono dei macellai mancati, ma solo gente con un esagerato gusto per le mille sfaccettature della vita e della morte. Sono stupido perchè in fondo credevo che si potessero sbattere in copertina degli zombi come quelli del numero 2 di HS o fare un giornale con un po’ di amici chenon stanno nella mia parrocchia. Ma, ahimè, gli intelligenti che stanno in giro parlano troppo e ragionano anche per i loro vicini di banco e così penso che sia meglio continuare a fare lo stupido da solo, con qualche mio intervento qui e sulle testate che curo per diversi altri editori. Fortunatamente il mondo di recente mi ha “capito” (forse dovrei dire che si è “impietosito”) e così ultimamente mi hanno commissionato film davvero stupidi (che quando li vedrete, mi invidierete perché ho anche il potere di far diventare idioti registi di buon talento). Ma in fondo, sono stupido e scrivo e progetto idee, film, libri, fumetti, magazines, ecc per gente come me (almeno mi illudo). Spesso penso a Nightmare di Craven, dove l’intelligentone di Krueger la prima volta che apre la bocca e mostra le sue lame dice: “Queste sono Dio”. Una frase che chiunque abbia un minimo di potere ha sempre applicato senza remora verso qualcuno che considera uno stupido. Ecco perché voglio essere stupido, perché amo chi sa stare dall’altro lato. Forse perché ho già conosciuto e frequentato la barricata degli “intelligenti”. Sono stupido perché ancora credo nel cambiamento delle persone come quel bambinetto rincoglionito protagonista di “Family” (ne parlo in questo numero); sono stupido perché come quel povero mentecatto de l’Enigmista penso che sia il momento di dare più importanza alla vita di chi sta un po’ peggio di noi; perché come quel pazzo di Joe Dante pensa che nessuno zombi che si rispetti possa trovare pace prima di non dire la sua su quanto sia cretina la guerra; perché come quell’idiota di Marcus Nispel, regista del remake di Venerdì 13, pensa che si possa fare un buon film anche se il finale non spiega un accidenti. Sono stupido perché so che avrei fatto meglio a scrivere la parte dell’intelligente, ma visto che l’intelligenza è ormai solo di coloro che frequentano i salotti televisivi, di intellettuali che ogni qualvolta che parlano debbono ricordarti tutti i libri che si sono letti, mi va bene così. In fondo, amo pensare che diventerò come John Nada (l’operaio protagonista di Essi Vivono di Carpenter). Come Mr. Nada non sono proprio un genio, ma alla fine della storia- grazie a degli occhiali “speciali”- scoprirò che il mondo è proprio diverso e che i veri zombi e stupidi sono proprio quelli che si credono intelligenti. Magari non succederà, ma sognare non costa nulla.“Credo che se un secolo fa la gente avesse preso delle decisioni giuste, oggi il mondo sarebbe tutto diverso. Ma non è stato così, e comunque ormai è troppo tardi. Abbiamo esaurito tutto, siamo un cumulo di rifiuti tossici, e sono loro la nostra alternativa: gli abbiamo ceduto il nostro pianeta, e loro ci trattano come pollid’allevamento. Se ci dimostriamo docili, ci lasceranno in pace, e potremo assaporare anche noi le comodità e il benessere. In fondo lo vuole ogni uomo, no?” (Frase tratta da “Essi Vivono” di John Carpenter) Un affettuoso arrivederci. Dario Maria Gulli |




